Quando affrontiamo difficoltà emotive o comportamentali, possiamo attivare mode di coping (modalità di noi preposte a difenderci) che in realtà non ci aiutano a superare i problemi, bensì tendono a mantenerli.
Tra questi c’è la categoria dei mode di coping di resa con cui si tende ad accettare un malessere conosciuto, piuttosto che scontrarsi con qualcosa percepito come potenzialmente peggiore, come per esempio sottomettersi agli altri per non doversi trovare in un conflitto. Queste modalità ci sembrano utili sul momento ma a lungo andare sono in grado di influire profondamente sulla capacità di crescere e affermare se stessi in modo sano.
Potreste riconoscere di avere uno (o più) mode di resa tra questi:
1. L’”Arreso compiacente”
In questa modalità, una persona agisce in modo passivo, servile e sottomesso per evitare conflitti o il rischio di essere rifiutata, abbandonata, punita o giudicata. Ciò può comportare:
- Accettare opinioni o richieste senza opporsi nonostante non si è davvero d’accordo.
- Adattarsi alle aspettative degli altri, adeguandosi anche se è personalmente svantaggioso
- Non opporsi ai maltrattamenti.
- Scelta di contesti o persone che fanno sentire non rispettati e non visti.
Le persone in questa modalità spesso si sentono risentite verso gli altri ma non affermano opinioni, emozioni e bisogni. Questo atteggiamento sottomesso e di auto-sacrificio mantiene uno meccani disfunzionale, in cui il comportamento di compiacere gli altri porta vantaggi secondari, come essere percepiti come affidabili o buoni lavoratori (Simpson, 2019).
Perché accade?
Questa modalità nasce dalla paura di essere rifiutati o criticati. La convinzione sottostante è: “Se sono sempre disponibile e affidabile, gli altri mi accetteranno.”
2. Il “Senza speranza”
Questa modalità è caratterizzata da forte mancanza di responsabilità personale. Chi è in questa modalità resiste attivamente a prendere decisioni o a cambiare, attribuendo la responsabilità agli altri (es. “È colpa del governo, della sfortuna, di questa condizione, del capo di lavoro, del mio partner, dei miei genitori..”). Questo comportamento può essere un modo per ottenere supporto, ma finisce per mantenere il blocco emotivo (Simpson, 2019).
Le persone tendono a dire cose come:
- “Nessuno può aiutarmi.
- “Ho già provato, è tutto inutile.”
Perché accade?
A volte, la rassegnazione è un modo per cercare attenzione o sostegno dagli altri, anche se non sempre ne siamo consapevoli. Pensiamo che lamentarci possa farci ottenere l’aiuto di cui abbiamo bisogno.
3. La “Vittima autocommiseratore”
In questa modalità, una persona si concentra sulla propria sofferenza, deresponsabilizzantosi totalmente. È simile al mode “senza speranza”, ma con un senso più marcato di martirio e una tendenza a voler giustificare i comportamenti problematici.
I segnali di questa modalità includono:
- Lamentarsi costantemente pensando: “Nessuno capisce quanto soffro.” e rifiutare aiuti con risposte come “Non capisci” o “Sì, ma…”.
- Giustificare abitudini nocive con pensieri come: “Ho subito così tanto, quindi ho diritto a consolarmi.
- Resistere al cambiamento, trovando sempre una ragione per cui esso non è possibile.
Perché accade?
Questa modalità può offrirci un senso di giustificazione per evitare responsabilità o per legittimare comportamenti problematici.
Di fatto cerca di mantenere dei guadagni secondari legati al problema, come per esempio non affrontare la paura di fallire o di rimanere delusi dal provare a cambiare, impedendo l’accesso a comportamenti sani e funzionali (Edwards, 2016).
Come superare i mode di resa?
Hai riconosciuto uno di questi mode come familiare per te? Sappi che i mode di resa sono strategie di sopravvivenza che adottiamo per proteggerci, ma che alla fine ci impediscono di vivere pienamente, quindi puoi prendere in considerazione di lavorarci perché questo può aiutare a costruire relazioni più autentiche e a raggiungere un maggiore equilibrio tra i tuoi sani bisogni e il modo in cui ti assumi la responsabilità di soddisfarli.
Alcuni consigli:
- Chiediti: “Sto cercando di evitare un conflitto? Mi sto sottomettendo perché mi sento impotente? Sto compiacendo qualcuno per paura delle conseguenze? Sto dando la responsabilità dei miei problemi sempre a qualcuno o qualcosa fuori da me? Mi lamento molto ma ciò mi blocca e non faccio niente in merito? Tengo molto che l’altro capisca quanto sia difficile la mia situazione?..”
- Ammettilo a te stesso. Riconoscere di essere bloccati in una mode di coping di resa è il primo passo per cambiare.
- Sperimenta nuovi comportamenti: Prova a dire dei “no”, a prendere una piccola responsabilità o a interrompere il ciclo di autocommiserazione. Evita di alimentare questi mode, anche piccoli passi possono fare la differenza.
- Un terapeuta può aiutarti a lavorare sui temi problematici sottostanti a questi mode, sostenendo la crescita del tuo lato Adulto Sano, la parte di te che può fare scelte più consapevoli e funzionali.



